Che Udine sia località di frontiera lo si capisce prima di tutto dalla quantità di ore di treno per arrivarci e poi per tornare a casa.
Lo si capisce da un'atmosfera di curiosità e di fermento che percepisci attorno.
Da quanto poco tempo hai avuto per curiosarvi e fermentarvi.
Da quella accoglienza poco turistica ma molto umana che soltanto le località al confine sanno dare.
Udine per me non è una località di maniera, anzi.
Era la terra dei mie nonni materni e quando vado in Friuli mi corre un brivido difficilmente spiegabile con il concetto di viaggiare, essere ospitato e fruire la conoscenza di una nuova terra.
Sono stato a Udine per Fuori Rotta, un evento spendidamente organizzato da Vicino Lontano associazione culturale che ha in Paolo Cerutti, Franca Rigoni e Antonio Maconi i fermenti attivi e instancabili.
Insieme a Marina Misiti e a Federico Geremei, coordinati da Franca Rigoni, abbiamo discusso di viaggi e viaggiatori al tempo del web 2.0.
Siamo stati ospitati in un luogo emblematico e molto in linea con le caratteristiche fluide del 2.0, la stazione delle corriere.
Corriere come concetto giornalistico e corriere come gente che va e viene, fruisce e parte e forse un giorno ti reincontrerà e ti leggerà guardando fuori dal finestrino e meditando sulla strada che sta percorrendo e su come il mezzo sia adeguato o se non vi sia di meglio.
A Udine bisogna andarci in treno o in corriera, i mezzi migliori per capire le città di frontiera.
10 nov 2008
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